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Corso di Formazione - L'Avis a Scuola: Interazione Educativa

Le associazioni di donatori

Il primo centro trasfusionale fu fondato in Francia nel 1923.
La prima associazione italiana di donatori volontari nacque l'anno dopo, guarda caso proprio in Ancona, dove si svolse, nel 1925, un convegno sulla trasfusione di sangue, promosso dal prof. Lorenzo Cappelli e dal suo allievo dott. Gualfardo Tonini, affiancati da un piccolo nucleo di donatori guidati da Antonio Paoletti, negoziante.
Lo studio ematologico milanese del dott. Vittorio Formentano fu fondato soltanto nel 1927 ma senza la sua personalità, le iniziative di volontariato del sangue, che germogliavano in tutta Italia, non avrebbero assunto la dimensione e l'importanza di un'associazione nazionale.
Da queste prime esperienze prese dunque corpo il nucleo originario dell'AVIS, l'Associazione Volontari Italiani del Sangue, la quale nacque ufficialmente l'11 novembre 1929 ad opera proprio del dott. Formentano che, insieme con altri pochissimi volontari, redasse lo statuto dell'Associazione.
In un'epoca fortemente caratterizzata da indirizzi politici totalitari e razzisti, si trattava di affermare l'idea secondo la quale l'intervento del donatore deve prescindere da ogni considerazione di carattere ideologico, da ogni discriminazione politica, razziale o religiosa: un appello preciso alla maturità civica di ognuno.
Ma non basta: secondo lo statuto approvato dal dott. Vittorio Formentano, l'intervento volontario deve essere anonimo e gratuito, il donatore deve impegnarsi a rispondere sempre e dovunque alle chiamate, nonché ad assoggettarsi a regolari controlli medici.
I primi aderenti dovettero tassarsi persino per la spesa del distintivo. Le ore di assenza dal lavoro per la donazione non venivano rimborsate e molte aziende si mostravano restie a concedere permessi, anche non retribuiti.
Per capire bene il problema che era stato sollevato da quei pionieri che propugnavano la donazione gratuita, va sottolineato che una cessione di sangue a pagamento fruttava allora 850-900 lire e che molti anni dopo si cantava ancora: "Se potessi avere mille lire al mese"!
Siamo, giova ricordalo, nel 1929.

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