AGGIORNAMENTI PER LA DONAZIONE in tempi di COVID-19
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AGGIORNAMENTI PER LA DONAZIONE in tempi di COVID-19

05 Novembre 2020

Misure preventive

Le Donazioni e gli esami verranno effettuati solo su prenotazione.

Messa in atto di tutte le misure per prevenire la diffusione del Sars-CoV-2: distanziamento, dispositivi di protezione individuale, lavaggio delle mani.

Prima di accedete in Reparto viene effettuato un triage che comprende la misurazione della Temperatura corporea.
In caso di T ≥ 37.5° C, la donazione deve essere rinviata.

 

Misure di sospensione alla donazione

  • Rientro in Italia da Paesi Esteri a rischio (consultare telefonicamente il Centro Trasfusionale): ammissione alla donazione dopo almeno 14 giorni, se il test risulta negativo.
  • Contatto con soggetto con infezione documentata da Sars-CoV-2: sospensione di 14 giorni dall’ultima esposizione, se non viene eseguito alcun test, oppure di 10 giorni con test negativo al decimo giorno.
  • Donatori che hanno contratto infezione documentata da Sars-CoV-2:

-       Casi positivi asintomatici: sospensione di 10 giorni con test negativo;

-       Casi positivi sintomatici: sospensione di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi, con test negativo eseguito dopo almeno tre giorni senza sintomi.

 

Informazione post-donazione

Il donatore è tenuto a comunicare tempestivamente eventuali malattie insorte dopo la donazione, ai fini della tutela della salute dei pazienti trasfusi.

In particolare, data l’attuale emergenza sanitaria dovuta al SARS-CoV-2, il Centro Nazionale Sangue invita tutti i donatori a comunicare le seguenti condizioni:

•             diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, nei 14 giorni successivi alla donazione (tampone positivo);

•             insorgenza improvvisa di sintomi compatibili con infezione da SARS-CoV-2, nei 14 giorni successivi alla donazione;

•             contatto stretto, nei due giorni precedenti la donazione, con soggetto cui solo successivamente è stata posta diagnosi d’infezione da SARS-CoV-2.

 

Considerato che ad oggi il rischio di trasmissione trasfusionale del SARS-CoV-2 non è documentato, non si ritiene necessario aggiungere alle misure suddette l’esecuzione di test sierologici che non dimostrano la contagiosità del soggetto.



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